Il sintomo come dono dell’Anima – parte II
La sacralità del sintomo
Come abbiamo visto nel precedente articolo ogni sintomo è sacro perché ci parla di noi, della nostra storia e di ciò che è ancora presente come disarmonia nella nostra esistenza. Possiamo pertanto accogliere il nostro sintomo, non certo per trattenerlo, ma per ascoltare il suo racconto, lasciarlo emergere in noi e sorridergli.
Sorridere al sintomo significa essere con lui in ogni fase della sua manifestazione, lasciare che il nostro corpo parli. Significa anche essere consapevoli del dolore che esso cela in sé e creare una connessione fra noi e questa parte di noi.
Si tratta di un modo molto più saggio di interfacciarsi al processo di guarigione, perché così facendo non ci limiteremo a “far fuori il sintomo combattendolo”, ma ascolteremo una voce amica nel mentre ci conduce ad integrare nuove consapevolezze per poi lasciarla andare, realmente guariti.
Come dicevamo precedentemente, non si tratta di sostituire quest’approccio alle cure, ma di integrare questa visione nella nostra vita, nel mentre scegliamo e seguiamo la cura giusta per noi.
Le costellazioni familiari per l’approccio olistico
Le costellazioni familiari costituiscono un valido strumento per aiutare il processo di guarigione. Mi piace definire le costellazioni familiari come un valido aiuto e non come la cura poiché ogni processo di guarigione che sia realmente tale e che non si limiti all’eliminazione del sintomo è di fatto un’autoguarigione. Significa infatti accompagnare e rendere la persona consapevole del proprio potere di autoguarigione, che si manifesta grazie ad una presa di coscienza nuova. In tal senso divenire consapevoli delle dinamiche del sistema familiare che possono contribuire ad attivare in noi la malattia può, in alcuni casi, essere davvero essenziale.
Le costellazioni familiari infatti aiutano a comprendere tutte quelle dinamiche inconsce che attiviamo nella nostra vita come ripetizione di eventi del passato vissuti dai nostri antenati. Ripetiamo per essere loro fedeli, anche se non ne abbiamo coscienza.
Questo metodo, di cui ho ampiamente parlato in molti altri articoli, può davvero trasformare la nostra vita e permetterci di lavorare sui piani dell’Anima del sistema familiare, consentendoci di lasciar andare pesi non nostri.
Ma in che modo il sistema familiare può essere l’origine di una malattia? E come le Costellazioni familiari possono aiutarci?
Le costellazioni familiari e la malattia
Spesso la malattia è il racconto di una persona che è stata esclusa dal sistema familiare, come ad esempio può capitare per i fibromi che, in molti casi, richiamano la presenza in utero di un figlio non nato. Non necessariamente di un figlio della donna che presenta fibromi, ma comunque di una perdita perinatale vissuta da parte di una o più antenate. Il fibroma quindi “tiene il posto” ad non nato di cui non ci si ricorda, di cui si è persa memoria.
In altri casi un immenso dolore vissuto da uno o più antenati può manifestarsi nelle generazioni successive sotto forma di tumore ai polmoni o comunque di malattie polmonari. I polmoni infatti rappresentano il “respiro della vita” e sono connessi alla gioia e al dolore. Quanto più si è sofferto e non si è riusciti a superare queste sofferenze, tanto più potrà essere che nelle generazioni successive vi sia traccia nei polmoni di queste sofferenze non risolte.
Può ancora accadere che quando i nostri antenati si sono sentiti in pericolo di vita, come ad esempio in caso di guerre, deportazioni, bombardamenti nelle generazioni successive possano svilupparsi problemi alle ossa e ai denti.
I denti e le ossa infatti rappresentano le strutture dell’esistenza e il nostro senso di sicurezza che, se viene meno, può renderci deboli e danneggiarle. Anche l’irretimento con un antenato che è emigrato all’estero potrebbe danneggiare le ossa di un suo discendente, se questo antenato avesse vissuto sensazioni di esclusione, di mancanza di radici, di perdita della propria terra, della propria casa.
Come vediamo è davvero incredibile come il corpo racconti la storia di famiglia e come si faccia carico di ricordarla.
Possiamo curare una malattia con le Costellazioni familiari?
Divenire consapevoli delle metafore sistemiche del nostro corpo può aiutarci a guarire. Una malattia ovviamente richiede cure mediche e questo va sempre ricordato. Tuttavia, ogni cura allopatica è efficace sul sintomo che si sta presentando, ma non sulle cause energetiche che lo hanno generato. Dunque, nel mentre ci dedichiamo alle cure del sintomo possiamo anche indagare, comprendere e sorridere alle sua cause. Una Costellazione familiare può permetterci di giungere a nuove consapevolezze circa una condizione fisica osservandone le cause sistemiche.
Ad esempio, potremmo mettere in scena una Costellazione circa un fibroma e scoprire che un’antenata ha perso diversi figli e che noi stiamo portando il suo lutto, oppure che la nostra bronchite cronica racconta gli orrori del campo di prigionia vissuti da un nonno.
In tutti questi casi possiamo inchinarci davanti ai vissuti dei nostri antenati riconoscendo che non possiamo sollevarli da ciò che hanno vissuto e non ci compete in questa vita richiamare le loro esperienze.
In questo modo, dopo aver curato il sintomo, saremo davvero guariti spiritualmente.
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Mettere in scena la malattia: le vie utili
Per lavorare in costellazione con una malattia possiamo scegliere di mettere in scena direttamente un rappresentante per noi e uno per la malattia e vedere cosa accade e come i rappresentanti si comportano, oppure lavorare indirettamente sulla malattia rappresentando quelle situazioni del passato che sentiamo essere profondamente connesse ad essa.
Ci sono più vie per giungere ad una nuova consapevolezza e tutte sono adeguate, basta seguire i movimenti dell’Anima e rimanere in apertura, al fine di accogliere la nuova consapevolezza che chiede di emergere.



