Migrazione e costellazioni familiari: il legame animico con la terra di nascita

Migrazione e costellazioni familiari: il legame animico con la terra di nascita

Costellazioni familiari Milano

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Il significato spirituale e il legame animico con la Terra di nascita

L’essere umano si è sempre spostato migrando da una terra ad un’altra in cerca di migliori opportunità e condizioni di vita più semplici. La sua grande capacità di adattamento gli ha sempre permesso di adeguarsi ai mutamenti e alle difficoltà proprie di una migrazione. Tuttavia, ciò non significa che essa sia priva di conseguenze.

La terra di nascita non è casuale. Prima di nascere noi redigiamo un progetto di vita che prevede insegnamenti da acquisire ed esperienze da integrare. Scegliamo la famiglia, la mamma e il papà e  i molteplici incontri e opportunità di evoluzione che incontreremo sul nostro cammino. In particolare, la famiglia e la terra in cui scegliamo di nascere sono essenziali per il nostro percorso e sono insostituibili.

Molti legami che stringiamo nel corso della vita sono passeggeri, hanno un inizio, uno svolgimento e una fine e successivamente ad essa il legame si rescinde. Al contrario, i legami familiari e con la terra di origine non sono scindibili: saranno parte della nostra vita sempre e non potranno essere sostituiti da nient’altro.

Ciò significa che la terra in cui nasciamo avrà sempre un profondo legame con noi e non potrà mai essere sostituita da nessun altro luogo, a prescindere dal fatto che possano esistere luoghi, città, nazioni in grado di offrirci comforts maggiori e altri vantaggi.

La terra di nascita, così come la famiglia di origine, rimane la nostra radice.

Migrare: significati e conseguenze

Ci sono molti motivi che portano una persona ad una migrazione. Può accadere che la terra di nascita non offra opportunità professionali o ne offra meno di altri luoghi, oppure può capitare che ci si trasferisca per amore, perché la persona con cui si è scelto di vivere è legata ad un altro luogo e la seguiamo. Oppure ancora potremmo semplicemente privilegiare una terra differente perché l’apprezziamo per il clima, per le persone, per la sua energia. Queste sono soltanto alcune delle cause di migrazione più comuni. Un’altra causa invece è il conflitto con la famiglia d’origine che spesso può tradursi anche in un conflitto con la terra natia da cui si sceglie di prendere le distanze.

Quest’ultimo caso genera conseguenze interiori particolarmente difficili da gestire, in quanto “prendere le distanze” non dovrebbe mai tradursi nel tentativo di tagliare i ponti con la famiglia o con il territorio di nascita che rimangono radici essenziali nella nostra esperienza di incarnazione. Quando questo accade è come se a livello interiore si registrasse una sorta di tradimento, a cui in qualche modo rispondiamo anche se involontariamente. E così, avendo rifiutato le nostre radici, facciamo fatica anche a mettere radici altrove e capiterà di sentirsi estranei ovunque, senza avere mai la percezione di trovare il nostro posto.

Una terra di nascita merita di essere vista, onorata e riconosciuta e merita un grande posto nel nostro cuore. Lasciandola la ringrazieremo profondamente e la onoreremo portando con noi parte della sua energia e cultura e preparandoci, in tal modo, a non lasciarla mai completamente.

Il legame con le Terre di adozione

Allo stesso tempo la terra che ci accoglie merita di essere anch’essa onorata e in nessun caso può prendere il posto della nostra terra di origine. Non sarà mai la nostra “casa madre”, ma potrà essere una buona casa se rispetteremo il suo giusto posto  e le offriremo un giusto posto nel nostro cuore. Per far ciò dobbiamo essere in pace con la terra di provenienza.

Si tratta di passaggi interiori importanti e non scontati. Spesso una famiglia migra altrove, ma non migra realmente: rimane pienamente e totalmente collegata alla sua terra e rifiuta la nuova, sentendosi poi da essa rifiutata. Altre volte una persona dimentica o cerca di dimenticare la terra d’origine rinunciando alla lingua madre, alle abitudini e alle usanze della famiglia, cercando di farsi completamente adottare dalla nuova terra.

Nessuna di queste opzioni può generare un movimento di benessere e un profondo senso di appartenenza.

Come gestire un trasferimento

Migrare è un fatto complesso. Prima di partire dobbiamo ringraziare profondamente la nostra famiglia d’origine e la nostra terra, portandole entrambe con noi nel nostro cuore. Nessuna terra sarà mai come lei per noi, nessuna potrà mai sostituirla come radice della nostra esistenza.

E così, con questo amore nel cuore, potremo aprirci all’incontro con la nostra nuova terra. Non possiamo pensare di proiettare la nostra vita in questa nuova terra esattamente così com’era a casa, lasciando che la nostra identità rimanga completamente intatta. Dobbiamo essere disponibili al cambiamento e sapere che qualcosa di nuovo dovrà entrare in noi e noi dovremo farle spazio: una nuova lingua, nuove abitudini e consuetudini che, almeno in parte, dovremo essere disposti ad accogliere e fare nostre. In questo modo potremo finalmente essere appartenenti, sia alla terra delle nostre origini che a quella che ci ha accolto e sentirci a casa ovunque.

Costellazioni familiari ed emigrazione

Spesso durante la rappresentazione di una costellazione emerge il tema della migrazione e del conflitto fra la terra di origine e la terra di accoglienza.

Soprattutto nel passato molti nostri antenati sono dovuti migrare, a volte anche non tornando mai più. Questo genera nella discendenza un profondo turbamento e un conflitto di fedeltà che ci porta a non comprendere più dove sono le nostre radici e come poterci relazionare a queste due parti che in noi sembrano separate. La soluzione è sempre quella di accogliere in sé entrambe, offrendo ad ogni terra il giusto posto. Ringraziare, essere grati e far spazio nel cuore ad entrambe le terre e ad entrambe le parti di noi che si riconoscono nell’una e nell’altra è la miglior soluzione possibile, che offre maggior pace.

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