Perché non riusciamo a trovare il nostro posto nel mondo? Il punto di vista delle Costellazioni Familiari

Perché non riusciamo a trovare il nostro posto nel mondo? L’approccio delle Costellazioni familiari

A tutti capita di avere la sensazione di non essere nel posto giusto.

Non parlo soltanto del lavoro, della città in cui viviamo o della relazione che abbiamo scelto. A volte è una sensazione più profonda e difficile da spiegare: come se, nonostante gli sforzi, qualcosa non fosse al proprio posto. Come se stessimo vivendo una vita che, in qualche modo, non riusciamo davvero ad abitare, non completamente.

Può accadere di sentirsi fuori posto nelle relazioni, nella propria famiglia, nel lavoro o persino dentro se stessi.

Capita a tutti di tanto in tanto, ma per alcune persone questa sensazione può diventare invalidante e condizionare pesantemente l’esistenza.

Da anni, nel lavoro con le Costellazioni Familiari, incontro persone che descrivono proprio questa sensazione. E spesso, osservando la loro storia familiare, emerge una domanda importante: siamo davvero nel nostro posto oppure stiamo occupando, inconsapevolmente, quello di qualcun altro?

Che cosa significa trovare il proprio posto?

Quando parliamo di “posto” potremmo pensare immediatamente a qualcosa di esterno: trovare il lavoro giusto, incontrare la persona giusta, capire quale strada prendere.

Ma esiste anche un posto più profondo, che riguarda il nostro sistema familiare e il modo in cui ci collochiamo all’interno della nostra famiglia. Come ci posizioniamo all’interno della storia familiare.

Nella prospettiva delle Costellazioni Familiari, ogni persona appartiene a un sistema e occupa una posizione all’interno di esso. Ci sono persone che sono venute prima di noi e persone che sono venute dopo di noi.

Possiamo immaginare la nostra famiglia come una grande rappresentazione teatrale. Alle nostre spalle ci sono i genitori, i nonni, i bisnonni e le generazioni che ci hanno preceduto. Davanti a noi ci sono i figli e le generazioni che verranno dopo di noi.

In questa rappresentazione, il nostro posto non è semplicemente una posizione. È anche un punto di partenza dal quale possiamo muoverci verso il mondo e vivere la nostra funzione e la nostra vita.

Il problema nasce quando ci troviamo in un posto che non ci appartiene, perché lì il mondo diventa difficile da abitare.

Quando occupiamo il posto di qualcun altro

Possiamo, per esempio, diventare molto presto adulti nei confronti dei nostri genitori.

Un figlio può sentire di dover proteggere la propria madre, sostenerla, occuparsi di lei, compensare le sue difficoltà. Può sviluppare una grande sensibilità nei suoi confronti e diventare quello che “sa sempre di cosa ha bisogno”.

All’apparenza potrebbe sembrare una persona semplicemente molto amorevole e responsabile.

Ma cosa accade se, nel rapporto con sua madre, quel figlio finisce per occupare il posto dell’adulto?

Immaginiamo nuovamente la nostra rappresentazione teatrale. Dovremmo essere figli rispetto a chi viene prima di noi e antenati rispetto a chi viene dopo di noi. E invece ci ritroviamo nel posto della nonna e ci occupiamo di nostra madre proprio come dovrebbe fare lei.

E i nostri figli?

Possiamo essere perfettamente consapevoli di avere dei figli e occuparci concretamente di loro. Possiamo preparar loro da mangiare, accompagnarli a scuola, essere presenti nella quotidianità.

Eppure una parte importante delle nostre energie può essere ancora rivolta all’indietro.

Siamo fisicamente con i nostri figli, ma interiormente siamo ancora impegnati nel rapporto con nostra madre.

È una presenza particolare: siamo presenti, ma non completamente lì.

Ci occupiamo, ma non siamo realmente disponibili. E questa distanza interiore può essere percepita anche da chi ci sta accanto.

Ma quindi una Costellazione può modificare tutto questo?

Riconoscere il proprio posto non significa ancora abitarlo

Questo è un passaggio che considero fondamentale.

Una Costellazione può aiutarci a vedere una dinamica che prima non riuscivamo a riconoscere. Possiamo accorgerci, per esempio, che abbiamo assunto una responsabilità che non ci appartiene o che da anni stiamo cercando di sostenere qualcuno che dovrebbe essere in una posizione diversa rispetto a noi.

Ma vedere non significa necessariamente cambiare.

Una Costellazione offre consapevolezza perché rende visibile ciò che prima non riuscivamo a vedere: quel legame sottile e inconsapevole che ci impedisce di orientare lo sguardo verso il mondo.

Può anche suggerirci una nuova frase o una gestualità che inneschi un nuovo movimento.

Ma poi, tornando a casa, devo scegliere il cambiamento.

Posso comprendere perfettamente che sto facendo da madre a mia madre e, il giorno dopo, continuare a comportarmi esattamente nello stesso modo.

Posso fare tutte le Costellazioni che voglio, ma se continuo ad abitare quel posto, la mia vita continuerà a essere condizionata da quella posizione.

Per questo, secondo me, non è sufficiente parlare di “riconoscere il proprio posto”.

Dobbiamo imparare ad abitarlo.

Il posto in cui ci troviamo non è necessariamente il nostro posto

A volte il posto che occupiamo all’interno della famiglia nasce dalle circostanze, dalle dinamiche familiari, dalle necessità degli altri o dalle nostre stesse scelte inconsapevoli.

E possiamo rimanere lì per moltissimo tempo.

Possiamo persino convincerci che quello sia il nostro posto.

Ma il fatto di esserci abituati non significa necessariamente che ci appartenga.

Possiamo sentire di non essere a casa nella nostra vita proprio perché stiamo cercando di vivere da una posizione che non è la nostra.

E allora diventa necessario avere il coraggio di riconoscerlo.

Non per accusare qualcuno.

Non per dire che la nostra famiglia ha sbagliato.

E nemmeno per rifiutare la nostra storia.

Ma per poter finalmente scegliere un movimento diverso.

La Costellazione mostra, ma non può cambiare la nostra vita al posto nostro

È qui che, a mio avviso, va compreso il vero valore di una Costellazione.

Una Costellazione può rendere evidente una situazione. Può mostrarci una posizione nella quale siamo rimasti a lungo senza rendercene conto.

Può permetterci di vedere un legame, una dinamica o una responsabilità che prima percepivamo soltanto come disagio.

A volte questo riconoscimento passa anche attraverso una frase, un gesto o un movimento all’interno della rappresentazione.

Ma la Costellazione non può vivere quel cambiamento al posto nostro.

Non è sufficiente tornare a casa dopo una giornata di lavoro costellativo pensando di aver “risolto” il problema.

La vera trasformazione comincia spesso dopo.

Comincia nella vita quotidiana.

Vuoi approfondire questo tema? Nel video “Perché alcune persone non riescono a trovare il proprio posto” parlo proprio di cosa significa occupare il proprio posto all’interno della famiglia e, soprattutto, imparare ad abitarlo. GUARDA IL VIDEO

Dal vedere al muoversi

Torniamo alla nostra rappresentazione teatrale.

Immaginiamo di esserci finalmente accorti che siamo nel posto della nonna.

La Costellazione ci ha permesso di vederlo.

Adesso però dobbiamo iniziare a muoverci.

Non necessariamente con un gesto eclatante. Spesso il movimento avviene attraverso piccole scelte quotidiane.

Possiamo iniziare a permettere a nostra madre di essere nostra madre.

Possiamo smettere di sentirci responsabili della sua felicità.

Possiamo imparare a dire “questo non mi appartiene”.

Possiamo restituire agli altri le loro responsabilità.

Possiamo smettere di anticipare continuamente i bisogni di chi ci sta intorno.

Possiamo concederci di essere figli.

E, nello stesso tempo, possiamo tornare a guardare verso i nostri figli.

Verso ciò che viene dopo di noi.

Verso la nostra vita.

È come se, passo dopo passo, nella rappresentazione teatrale iniziassimo a spostarci verso il nostro posto.

E questo movimento, quando diventa reale, non rimane confinato alla Costellazione.

Comincia a manifestarsi nelle nostre relazioni, nelle nostre decisioni, nel modo in cui utilizziamo il nostro tempo e soprattutto nel modo in cui scegliamo di utilizzare le nostre energie.

E quando finalmente arriviamo al nostro posto?

Questa è forse la domanda più interessante.

Perché trovare il proprio posto non dovrebbe essere considerato il punto di arrivo.

È il punto da cui può finalmente cominciare qualcosa.

Quando non dobbiamo più utilizzare una parte enorme delle nostre energie per occupare il posto di qualcun altro, qualcosa si libera.

Possiamo essere più presenti per i nostri figli.

Possiamo essere più presenti nelle nostre relazioni.

Ma possiamo anche essere più presenti nel mondo.

Possiamo tornare a chiederci che cosa vogliamo fare della nostra vita.

A cosa vogliamo dedicare le nostre energie.

Quali sono le nostre capacità.

Che cosa desideriamo costruire.

Quale contributo possiamo portare.

Qual è il nostro ruolo.

Ed è qui che, nella mia esperienza, il tema del posto incontra quello che chiamo Progetto dell’Anima.

Perché forse trovare il proprio posto non significa soltanto ristabilire un ordine all’interno della famiglia. Significa anche poter finalmente utilizzare la propria vita per ciò che ci appartiene.

Le Costellazioni possono aiutarci a guardare ciò che ci impedisce di farlo.

Altri strumenti, come la Numerologia, possono offrire altre chiavi di lettura e aiutarci a interrogarci sulle nostre caratteristiche, sulle nostre potenzialità e sul nostro percorso.

Ma nessuno strumento può scegliere al posto nostro.

Il proprio posto è uno spazio di possibilità

Forse, allora, la domanda da porsi non è soltanto:

“Qual è il mio posto?”

Potremmo chiederci anche:

“Che cosa sto facendo per abitare davvero il mio posto?”

E, ancora più in profondità:

“Se domani mi trovassi finalmente nel mio posto, che cosa sceglierei di fare di tutto quello spazio che si è aperto davanti a me?”

Perché quando smettiamo di vivere la vita di qualcun altro, non ci ritroviamo semplicemente con un problema in meno.

Ci ritroviamo con delle energie disponibili.

E quelle energie possono essere utilizzate per vivere la nostra vita, per essere presenti nelle nostre relazioni, per accompagnare chi viene dopo di noi e, forse, per avvicinarci sempre di più a ciò che sentiamo essere il nostro Progetto dell’Anima.

La Costellazione può mostrarci dove siamo.

Il movimento verso il nostro posto, però, è nelle nostre mani.

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