Affrontare la mancanza attraverso le Costellazioni familiari evolutive

Affrontare la mancanza nella vita quotidiana attraverso le Costellazioni familiari

Costellazioni familiari Milano

Ciò che manca

Dal momento in cui nasciamo sperimentiamo la mancanza di qualcosa o di qualcuno. Infatti l’esistenza sembra progettata per farci sperimentare la mancanza e farci affrontare il senso di noi stessi al di là della carenza di ciò che riteniamo importante, a volte essenziale. Fin da piccolissimi facciamo esperienza di qualcosa che manca: forse vorremmo più affetto, più coccole, più attenzioni. Crescendo spesso sperimentiamo una sempre crescente sensazione di mancanza di amore che si traduce in una percezione di mancanza di oggetti e status sociali. E anche quando siamo pieni di cose e di oggetti riusciamo a compensare il senso di mancanza soltanto per poco, ma di nuovo si affaccia in noi quella sensazione che qualcosa non vada bene, che qualcosa manchi.

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L’ego e la mancanza

L’ego, la personalità incarnata che ci accompagna nel corso dell’incarnazione e che ci induce a leggere la vita in un certo modo e a manifestare noi stessi in una determinata maniera, cerca costantemente di combattere la mancanza e lo fa con strumenti assolutamente inadeguati.

Il suo obiettivo è quello di negare la realtà, di non ascoltare quel vuoto interiore da cui ha davvero origine il senso di mancanza e di riempirlo con qualche sostitutivo che non farà che lasciarci ancora più vuoti, più “mancanti”.

Ma da che cosa ha origine questa sensazione di mancanza? Qual è la sua vera natura?

Costellazioni familiari: riconoscere ciò che è

Le costellazioni familiari sono uno strumento straordinario che vede le sue origini odierne nel lavoro di Bert Hellinger negli anni ’70 del secolo scorso, nel cuore del mondo occidentale.

Bert Hellinger comprese l’esistenza di un campo di coscienza familiare, un campo morfogenetico contenente le memorie di tutti gli appartenenti ad un medesimo sistema familiare e potette così portare alla luce la presenza di un filo sottile che connette ogni persona al destino, alle vicende e ai sentimenti dei propri antenati. Originariamente considerato uno strumento della psicoanalisi in seguito la sua manifestazione come movimento dell’Anima lo condusse nella dimensione degli studi e delle discipline olistiche e a una nuova forma di spiritualità in cui l’essere umano potesse riscoprire leggi spirituali dimenticate. In questo contesto indagare il mancante che vive in ogni essere umano conduce a scoperte ma soprattutto ad intuizioni eccezionali.

La manifestazione della mancanza

Ogni essere umano, infatti, nel corso delle sue molteplici incarnazioni, perde pezzi di sé. Sperimenta la separazione, “perde” emozioni che non possono essere espresse, dimentica di nutrire la connessione con la propria Anima e con il cuore.

Le perdite ripetute nel corso delle Ere creano un percepito di mancanza. Nel momento in cui scegliamo l’incarnazione, d’altro canto, l’Anima, consapevole dei suoi irrisolti karmici, sceglie una famiglia che “sostenga” il processo di guarigione animico e risvegli in noi il senso di mancanza già vissuto in altre epoche. Ciò significa porci nuovamente dinanzi alla carenza, farcela ulteriormente sperimentare e vivere sulla pelle fino a che non sceglieremo di guardare dove non abbiamo mai guardato: nelle vere origini di questo mancante.

Come dicevamo, perdiamo pezzi di noi, frammenti d’Anima, che generano la sensazione che qualcosa manchi. Questi frammenti d’Anima sono rappresentati anche da componenti del nostro sistema familiari che vengono esclusi.

Dunque in parte la mancanza proviene da parti di noi, emozioni e sfaccettature della nostra personalità che non hanno trovato espressione e sono state dimenticate, in parte proviene da esperienze separative che l’Anima necessariamente attraversa ed in parte sono percezioni provenienti dalla coscienza del sistema familiare che ha lasciato indietro qualcuno.

Colui che è escluso nel sistema familiare torna ad abitare la vita attraverso le emozioni di mancanza di qualche discendente.

L’escluso che genera una mancanza

Ma perché un appartenente al sistema familiare viene escluso?

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L’esclusione si manifesta quando qualche perdita troppo dolorosa non viene rielaborata e l’emozione di dolore non trova espressione. Allora il lutto e la perdita si congelano. Il dolore si cristallizza e si crea un vuoto che non può essere affrontato, in cui non si può guardare.

Il sistema familiare impara a convivere con il silenzio della perdita, lo porta con sé come sofferenza inespressa. Tuttavia, quando ciò accade, nessuno parla più della persona esclusa, che viene dimenticata. A volte, cade nell’oblio al punto che non si ricorda più nemmeno il suo nome o si dimentica il suo destino.

Altre volte l’esclusione si genera in seguito all’orrore di un destino spaventoso, come una morte per parto o un omicidio, altre volte per vergogna, ad esempio quando un appartenente fa qualcosa di contrario alla morale del gruppo famiglia. Questo può essere il caso di una ragazza madre o di un omosessuale.

La mancanza e i suoi effetti

In tutti questi casi, qualunque sia l’orrore che ha generato esclusione, un discendente assumerà su di sé il compito di ricordare l’escluso e, fra le altre conseguenze, percepirà nella propria vita una mancanza profonda, una sensazione come di qualcosa che dovrebbe esserci e che invece non c’è.

Essendo una percezione profonda a cui la nostra mente razionale non può offrire adeguata risposta, la sensazione di mancanza verrà spiegata in molti modi: mi manca amore, mi mancano attenzioni, mi manca denaro, mi manca un lavoro migliore, mi manca amor proprio, realizzazione, mi mancano cose, momenti di relax, relazioni appaganti.

Questo senso di mancanza inoltre diverrà una profezia autoavverante e spesso la persona attrarrà a sé reali mancanze.

Il mancante dunque diviene parte integrante della vita e prende il posto di chi non c’è: delle emozioni inespresse, dei frammenti d’Anima perduti in precedenti incarnazioni, di antenati esclusi e dimenticati.

Il reintegro dell’escluso e il riconoscimento di ciò che è

Ma come si supera la mancanza?

Aprendosi all’abbondanza della vita e permettendo a ciò che manca di essere visto, non più negato.

Le Costellazioni familiari portano un grande insegnamento all’umanità: la soluzione consiste nel riconoscere ciò che è e smettere di negare ciò che è stato. Superare dunque l’illusione e rivolgersi alla verità.

Ma come posso rivolgermi alla verità? Smettendo di guardare verso false mancanze, falsi bisogni, e semplicemente stare con quel mancante. Paradossalmente far spazio al vuoto e sorridergli.

Sorridere al vuoto, percepire finalmente la mancanza interiore senza volerla coprire ottenendo più cose, significa permetterci di scavalcare la separazione e ritrovare quelle parti dimenticate.

Non si tratta di un viaggio che può compiere la mente, ma di un cammino che possiamo compiere con il cuore verso l’Anima.

Vivere un’esperienza di Costellazioni familiari evolutive ci consente di sperimentare questo movimento, con i nostri giusti tempi, recuperando ciò che avevamo perduto e reintegrando nel nostro cuore chi era stato escluso.

Costellazioni familiari Milano

Se sei interessato a questo cammino partecipa ad una giornata di Costellazioni familiari evolutive a Milano!

 

 

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