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Raccontare le storie del futuro

Ogni persona porta con sé molte storie.
Storie antiche per lo più, quelle di cui ha memoria che sono state raccontate nel corso dell’infanzia attraverso gli eventi, i fatti e le circostanze vissute. E certamente reca con sé tutte le storie attuali, ciò che sta accadendo oggi, ciò che è vissuto nel tempo attuale.
Eppure ogni persona porta con sé anche altre storie, le storie del passato, di chi ci ha preceduto, di chi siamo stati prima di essere chi siamo oggi.
Tutte queste storie sono costituite da grovigli di emozioni e di ricordi che si intersecano e si modificano nel tempo, a seconda della voce narrante che vive dentro di noi e si intrecciano con le storie dell’oggi, con le emozioni e i vissuti attuali, con le nostre attuali voci narranti.
E si influenzano a vicenda, proiettando il passato nel presente e il presente nel passato.
E’ difficile vivere una storia alla volta, è difficile essere presenti e consapevoli di quante storie vivono in noi.
E poi ci sono le storie del futuro, quelle che ancora non sono state vissute ma che creiamo nella nostra testa.
Anch’esse sono fatte di emozioni e vissuti, anche se soltanto potenziali.
Una storia del futuro può essere reale come una storia del passato. Può essere una storia che temiamo di vivere, una storia che quasi siamo certi che accadrà, a cui vogliamo sfuggire ma che ci viene incontro.
Spesso queste terrificanti storie del futuro hanno il sapore del passato, si fondono con le storie antiche e le proiettano nel tempo ancora a venire.
Non ci rendiamo conto che, nel mentre le creiamo nella nostra testa, iniziamo a camminare all’indietro anziché in avanti.
E così diventiamo schiavi delle nostre storie, che ci afferrano e ci bloccano in vicende e meccanismi ripetitivi.
Eppure, abbiamo una via di fuga che risiede proprio nel futuro e nella nostra mente.
Siamo spesso abituati a considerare la mente un nemico, che ci impone pensieri negativi e depotenzianti.
Invece possiamo imparare a metterla al servizio delle nostre nuove storie.
La procedura è semplice:
1. Ritagliamoci uno o più momenti quotidiani in cui poter creare. Possiamo sfruttare qualsiasi momento della giornata in cui normalmente ci perdiamo nei pensieri (nella doccia, in tram, mentre cuciniamo, mentre attendiamo in una sala d’attesa).
2. Respiriamo e dichiariamo a noi stessi: adesso mi racconto una nuova storia, una storia bellissima.
3. Iniziamo a pensare allo scenario migliore per il nostro futuro: dove siamo? Cosa ci accade di meraviglioso? Chi è con noi? Possiamo fantasticare quanto vogliamo e possiamo visualizzarci mentre ci muoviamo verso questi scenari.
4. Sorridiamo e iniziamo a credere a queste storie del futuro, prendiamo l’abitudine con frequenza di raccontarle dentro di noi. Diventiamo i migliori cantastorie.
Ci accorgeremo che queste storie del futuro inizieranno a plasmare e modificare anche il groviglio di storie del passato, che saranno in noi meno potenti, meno cantilenanti.
Il futuro è fatto anch’esso di storie, così come il presente e il passato, ma le storie del futuro sono completamente nelle nostre mani.
Possiamo sceglierle, plasmarle e costruirle.
Più impariamo a raccontarle, più costruiranno per noi la realtà migliore che si possa immaginare.

Francesca Bianchetti e Annalaura Cannamela

 

 

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